Supernus Ordo Equester Templi

Poveri Cavalieri di Cristo

 

Il SOET, oggi SOET-PCC, è un'Ordine cavalleresco che trova il suo fondamento storico nel 1705 con Filippo d'Orleans che fu il primo Gran Maestro del resuscitato Ordine templare in ideale continuità con Jacques de Molay. Egli come Reggente del Regno di Francia aveva quindi il diritto di rifondare l'Antico Ordine del Tempio in tutta sovrana legittimità.

Il SOET trova il suo fondamento religioso e cristiano-cattolico nell'applicazione della Regola cistercense di Bernard de Clairevaux.

Ciò premesso, va evidenziato che il Nostro Ordine cavalleresco trova il proprio modello nella Grande Tradizione Occidentale. Ecco il motivo della denominazione del sito stesso.

L'isola di Thule, per gli Antichi era collocata all'estremità settentrionale del mondo conosciuto e le era stata conferita l'aggetivazione di Ultima proprio per questo, facendola oggi coincidere probabilmente con l'Islanda o con una delle isole Shetland.

I greci la tennero come simbolo del limite provvisorio della Terra, paese iperboreo già citato da Omero, quale ultimo viaggio di Ulisse, dopo il suo ritorno in patria.

Per traslato Thule potrebbe essere anche il desiderio o la coscienza nell'uomo, che per sua natura è limitato, dell'ultimo limite ovvero il superamento di sè come fa comprendere la ballata di Goethe cantata nel Faust da Margherita. Non sappiamo quale sia la fonte utilizzata dal Goethe ma sicuramente non è germanica.

Lo stesso nome Thule, etimologicamente, non è germanico nè scandinavo. Plinio, e prima di lui Pitea, vedono Thule, geograficamente, all'estremo settentrione là dove, oltre quel limite, c'è un altro mondo non accessibile all'uomo.

Sempre a livello etimologico la spiegazione del nome Thule può verisimilmente essere celtica e appartiene quindi alla Tradizione primordiale, di origine nordica. Dal modello celtico nacque la nostra cavalleria occidentale. E' chiaro che non appartengono alla significazione della denominazione del nostro sito aberrazioni di ben altro stampo, anche se alcune associazioni, che nulla hanno a che vedere con noi, se ne fregiano.

Per Cavalieri di Thule intendiamo la tradizionale cavalleria occidentale che si innestò perfettamente nelle sue forme, principi e valori con la Regola cistercense voluta da Bernard.

Abbiamo scelto la denominazione in francese, poichè nella nobile terra di Francia il templarismo trovò, nel medioevo, sede e gloria.

Noi ci consideriamo un Ordine templare in ideale catena con l'Ordine che vide come suo ultimo Gran Maestro il de Molay, e come lui onoriamo come nostra Protettrice Notre Dame.

In conclusione "les chevaliers de Thule" sono l'insieme di Dame e Cavalieri che nel sodalizio fraterno trovano la forza morale e l'ispirazione religiosa per superare sè stessi e servire la Santa Chiesa Cattolica e il Santo Vicario di Cristo come attestano tutte le nostre azioni.

Proprio l'insegnamento di Cristo segna il nostro cammino attraverso l'Alto Magistero della Chiesa Romana. Noi, come un tempo, ci impegniamo nella difesa della Fede e del Diritto, operando nel sociale, promulgando i valori solidali cristiani e combattendo ogni forma di emarginazione.

Pertanto il raggiungimento della nostra Ultima Thule altro non è che l'aspirazione a quella Santità che il Cristo vuole da ciascuno di noi come segno di suoi autentici seguaci.

 

 

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In data 5 agosto c.a. all’interno del Nostro Ordine è stata costituita l’Associazione Privata di Fedeli denominata “Poveri Cavalieri di Cristo”, approvata da S.E. Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale, avente sede nella diocesi di Acireale.
L’Associazione “Poveri Cavalieri di Cristo”, sin dalla sua nascita si è connotata come una Società di “Christi fideles laici” nello spirito e con le finalità della Esortazione Apostolica di Papa Giovanni Paolo II del 30/12/1988.
Adesso, a seguito del felice riconoscimento canonico del 5/8/2016, il detto Sodalizio ha conseguito anche formalmente la natura di Associazione di Fedeli a norma del vigente Diritto Canonico e del Diritto Societario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Detto riconoscimento si configura come la più recente tappa di una costante tradizione del Sodalizio stesso: ricordiamo infatti, in proposito e a titolo di esempio:
 il riconoscimento della nostra Associazione, da parte della Diocesi di Queretaro (Messico), quale Società di fedeli appartenenti a quella “Dimension Diocesana de Laicos”, a far data dal luglio 2011;
 l’affiliazione di alcuni Dignitari dei Poveri Cavalieri di Cristo all’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, avvenuta nel luglio del 2014;
 il recentissimo, analogo riconoscimento canonico della Società, da parte di S.E. il Vescovo di Cartagena, a cui aderiscono anche alcuni membri del nostro Ordine.
A tal proposito si precisa che la denominazione “Poveri Cavalieri di Cristo” configura un totale ritorno alle più tradizionali origini del Sodalizio, atteso che essa costituisce la più antica denominazione con la quale i Cavalieri del Tempio sono stati designati (vedasi l’art. 4 della “Primitiva Regola Latina” di San Bernardo, approvata nel 1128 dal Concilio di Troyes).
Essendo quindi stati conseguiti i suddetti traguardi, i “Poveri Cavalieri di Cristo”, sia a norma di Statuto che di Decreto di riconoscimento obbediscono alla Chiesa di Roma e alla Sua Gerarchia.
I requisiti che consentono l’ingresso nell’Associazione o l’appartenenza ad essa non sono, si rammenta, delle prescrizioni nuove o inusitate, in quanto essi erano già contenuti “in nuce” nella formula del solenne giuramento che ogni templare ha sempre pronunciato, liberamente e spontaneamente, al momento del suo ingresso nel proprio Ordine di appartenenza: con questo giuramento, infatti, il postulante si impegna all’obbedienza dei principi sanciti da San Bernardo nel “De Laude Novae Militiae”, e altresì si impegna a difendere con ogni mezzo i detti principi.
Alla luce di quanto esposto, con la presente proponiamo l’estensione del citato Sodalizio a tutti gli Ordini che si riconoscono nei principi tradizionali della Cavalleria Templare e del comune Padre Fondatore, San Bernardo.
La finalità ultima che proponiamo è una Federazione di Ordini che, pur mantenendo le peculiari identità e le proprie specifiche gerarchie, abbiano il desiderio di entrare a far parte di questa Associazione diocesana riconosciuta con gli annessi diritti e doveri.
Questo è solo il primo passo per un futuro riconoscimento presso la Conferenza Episcopale nazionale (CEI), qualora effettivamente nel tempo ci vengano riconosciuti meriti e obiettivi scaturenti dal nostro operato.

 

 

 

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